Gay & Bisex
Un viaggio di lavoro in Turchia
17.01.2026 |
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"Alzai la gamba per agevolargli l’accesso al buco e le mie mani toccavano il suo corpo..."
La Turchia, terra affascinante e che tutti desiderano vedere. Soprattutto Istanbul, città dalla storia millenaria e dal fascino innegabile.Ma per lavoro mi mandarono ad Ankara, città che per quanto abbia una sua storia interessante non mi ha affascinato molto. Ma pazienza.
All’epoca avevo 35 anni e, come già scritto nei precedenti racconti, ero già consapevole delle mie inclinazioni omosessuali e di ciò che mi piaceva.
Ci avevano prenotato in uno di quei mega hotel ai margini della città storica e la mattina ci venivano a prendere con un bus per portarci nella sede di lavoro. A metà pomeriggio ci riportavano in hotel, cena e i giorni erano tutti uguali.
Fortunatamente l’hotel offriva una serie di possibilità di svago, tra cui una bellissima piscina e, se prenotavi, anche una sauna con massaggio.
La piscina la provai sin dalla prima sera. Era molto bella, grande e non particolarmente frequentata, quindi potevo nuotare e rilassarmi tranquillamente. Dovevi avere la cuffietta, che comprai, e ti fornivano dei teli di cotone molto belli.
Il terzo giorno, che finimmo prima, mi avventurai nel centro per un giro e vidi molti negozi che vendevano proprio quei teli. Entrai in alcuni, ma toccandoli mi accorgevo che la qualità del cotone non era la stessa di quelli dell’hotel.
Così l’indomani dopo la mia nuotata chiesi ad uno del personale che era lì in piscina se sapeva dove potevo trovarne simili da poter comprare. Il primo non parlava inglese, ma chiamò un altro uomo che lo parlava. Doveva essere una specie di capo del personale, sia perché era più grande di età sia perché tutti si rivolgevano a lui con molto rispetto.
Gli spiegai la cosa e mentre lo facevo cominciai a guardarlo meglio. Era un uomo non particolarmente alto, ma con una corporatura molto interessante dal mio punto di vista. Spalle molto larghe e braccia possenti. Non avendo maglietta, ma solo il famoso telo avvolto in vita, mostrava un petto muscoloso e con un bel pelo da cui sporgevano due bei capezzoli grossi e pronunciati. Si capiva che aveva due gambe robuste e il viso era caratterizzato da occhi grigi e un bel paio di baffi scuri e folti.
Mi rispose che lui sapeva dove potevo trovarli e cercò di spiegarmelo. Lo ringraziai e l’indomani provai a cercare questo negozio. Ovviamente non lo trovai così che la sera, tornando in piscina per la mia solita nuotata, lo vidi e gli chiesi nuovamente. Lui si stranizzò che non l’avessi trovato e mi disse che l’indomani mattina ci sarebbe passato lui e mi chiese quanti ne volevo così me li avrebbe presi lui. Lo ringraziai moltissimo e gli chiesi quanto dovevo dargli. Lui mi rispose sorridendo che me lo avrebbe detto dopo che li prendeva.
Mi chiese anche in che stanza stavo, così me li avrebbe portati direttamente, volendo evitare di darmeli in piscina. Gli dissi il numero e rimanemmo che l’indomani mi avrebbe fatto sapere.
La giornata fu lunga ed ero stanco alla fine del lavoro; quindi, non avevo intenzione di andare in piscina. Pensai che il tipo non vedendomi in piscina avrebbe pensato non fossi rientrato, ma un giorno in più non avrebbe fatto differenza.
Salii in stanza e dopo poco sentii bussare. Pensai che fosse qualche collega e aprii la porta.
Non era un collega, ma era quell’uomo che sorridendo mi salutò e mi fece vedere che aveva i due teli per me. Fui preso di sorpresa e rimasi a guardarlo.
Lui mi sorrise e mi disse che se non potevo sarebbe tornato in un altro momento.
Gli dissi che non c’era problema e gli feci segno di entrare.
Lui una volta dentro mi chiese se poteva spiegarmi i vari modi con cui questi teli venivano usati, e non solo come asciugamani. Mi disse che potevano anche essere usati come dei pantaloni larghi. Gli dissi di si e lui aprì un telo. Erano effettivamente molto belli, grandi e di un ottimo tessuto. Mi fece vedere su di lui come fare, ma ammisi di non aver capito perfettamente e che mi sembrava che non fosse comodo, anzi sembravano ingombranti. Mi spiegò che era perché aveva indosso i pantaloni che impedivano di fare aderire bene il telo. E con molta naturalezza si tolse le scarpe e i pantaloni, rimanendo in mutande. Del resto in piscina stava con un pantaloncino.
Fece nuovamente l’operazione e in effetti adesso sembrava molto comodo. Mi chiese se avevo capito e gli chiesi di farmi vedere di nuovo lentamente. Lui, sorridendo, mi disse che potevo provare io, su di lui, e che lui mi avrebbe guidato.
L’idea di essere così vicino a quell’uomo che per me, come avevo già pensato, era di un grande fascino cominciava ad eccitarmi. Quindi lui si tolse anche la maglia così da avere maggiore manovrabilità. A quel punto mi prese le mani e mi guidò ad avvolgergli il telo e al momento di farlo passare tra le gambe notai che quanto contenuto dalle mutande non era di poco conto. Probabilmente cominciava ad eccitarsi e la sua dotazione doveva essere notevole, sia l’asta del cazzo sia le palle, che pesavano sul fondo delle mutande. Era inevitabile che sfiorassi tutto, e mentre lo facevo lui mi guardava sorridendo e tenendo sempre le mie mani con fermezza. Me lo fece fare due volte questo movimento tanto che pensai che ci stesse provando. Decisi di farmi avanti e girai la mano in modo tale che il palmo accarezzasse le palle e poi il cazzo che sentii già ben duro. Il ghiaccio era rotto, e lui aveva capito che ci sarei stato.
Non pensavo che a un maschio del genere potessero interessare gli uomini, ma forse gli interessava solo procurarsi godimento.
Guardandolo gli dissi che volevo provare su di me se per lui andava bene. Sorridendo mi disse di si e iniziai a spogliarmi anche io.
Feci finta di essere impacciato nei movimenti, così che lui venne in aiuto e si mise dietro di me, a contatto con la mia schiena. Sentivo bene la sua erezione potente, ma stetti al gioco e lasciai che finisse di sistemare il telo su di me.
Una volta finito, rimasi a guardarmi allo specchio ma senza staccarmi dal suo corpo. A quel punto lui capì che aveva trovato una preda facile e iniziò a carezzarmi il corpo, soffermandosi sul mio petto abbondante e sui miei capezzoli facendomi emettere dei sospiri di apprezzamento. Più stringeva i miei capezzoli più sentivo la sua erezione premere su di me.
Iniziò a baciarmi sul collo e a mordermi le orecchie e le spalle, come un predatore che chiarisce chi è che comanda. Ma a me andava benissimo.
Mi girai e vidi che aveva tolto le mutande rimanendo nudo. Era magnifico. Proporzionato, muscoloso, sodo, e adesso che potevo vedere bene un cazzo maestoso e molto largo e una sacca con i coglioni che pendeva moltissimo, cosa che ammetto mi fa impazzire.
Si mise le mani sui fianchi e mi offrì il suo cazzo incitandomi con gli occhi a prendermene cura.
Mi inginocchiai e iniziai a leccarlo per la sua lunghezza, soffermandomi sulla scura cappella che dominava. Appena lo presi in bocca sentii le sue mani che mi afferravano la testa e che la tenevano ferma mentre cercava di infilare tutto dentro. Era molto grosso, e riempiva tutta la bocca, ma mi piaceva moltissimo.
Una delle mie mani teneva salda la sua coscia, per non staccarmi, l’altra iniziò a massaggiare la sacca con i coglioni che al tatto erano grossi e duri.
Dopo poco mi afferrò per le ascelle e mi tirò su, infilandomi in bocca la sua lingua e baciandomi con forza, e ogni tanto sputandomi la sua saliva per poi spalmarmela con la sua lingua dura. Le sue mani mi afferrarono le mutande strappandomele e lasciandomi a culo scoperto e dopo aver stretto per bene i glutei un dito iniziò a violare il mio buco a secco. Cappi che gli piaceva essere dominante e farmi sentire la sua forza.
Alzai la gamba per agevolargli l’accesso al buco e le mie mani toccavano il suo corpo. Nonostante fosse più basso di me e io fossi robusto, mi sollevò e mi lanciò sul letto, distendendosi sopra di me e continuando a forzare la mia bocca con la sua lingua e allargandomi le gambe con le sue. Mi stava portando ad un livello di eccitazione molto alto. Puntandosi sulle ginocchia, si avvicinò alla mia bocca con il suo cazzo e iniziò a scoparmi schiacciando la mia testa sul letto. Tentavo di allontanarlo, visto che mi lasciava senza respirare, ma era impossibile e i miei colpi di tosse producevano una gran quantità di saliva che lui usava per infilare sempre più a fondo il suo cazzo nella mia gola. Non sapevo quanta resistenza avesse quindi non capivo se voleva sborrarmi in gola. Ma sembrava che poteva durare a lungo. Ormai avevo la mia testa stretta tra le sue cosce e il suo cazzo che mi scopava con violenza la bocca. Le lacrime mi uscivano a fiumi e la saliva continuava a prodursi. Ero tutto bagnato, ma … godevo.
Si staccò improvvisamente e scendendo dal letto mi trascinò sul bordo, sino a che la mia testa sporgesse oltre il bordo e in quella posizione riprese a scoparmi la bocca. La posizione gli permetteva di penetrarmi ancora più a fondo. Mi teneva le mani strette in modo che non potessi toccarmi, ma il mio cazzo era molle anche se produceva precum a gocce.
Dopo non so quanto tirò fuori il cazzo che anche se la mia vista era appannata dalle lacrime vidi come uno scettro luccicante. Mi tirò, mi fece appoggiare la schiena al letto e mi ordinò di aprire bene la bocca. Capii che stava per esplodere e in effetti così fece. Mi inondò letteralmente produsse moltissima sborra e non tutta entrò nella mia bocca. Molta finì sugli occhi e in viso. Mentre sborrava emetteva suoni animaleschi e quando finì vidi che aveva un’espressione di godimento molto forte. Aveva dominato un maschio.
Si prese il cazzo in mano e se lo lisciava facendomi notare quanto era ancora duro.
Come fossi un burattino, mi prese le gambe e girandomi le sollevò. Mi ritrovai, non so nemmeno come fecce, con la testa a terra e la schiena appoggiata al letto, le gambe in aria e il buco del culo esposto come non mai. Tenendosi alle mie cosce puntò la sua cappella sul buco e si lasciò andare. Entrò di colpo, senza fermarsi, procurandomi un dolore molto forte. Il mio buco non era ai tempi strettissimo, ma nemmeno molto largo e soprattutto era asciutto. Il mio urlo fu attutito dal suo piede, come se si aspettasse che urlassi.
Una volta entrato dentro cominciò a muoversi prima da destra a sinistra, come a volerlo allargare. Poi iniziò a fare su e giù con grande lentezza, a farmi sentire il suo potere su di me. Dopo che capì che il buco si era ammorbidito, lo tirò fuori e mi tirò con forza sino a mettermi disteso a pancia in giù sul letto. Allargò le mie gambe e mi penetrò di nuovo con un altro colpo secco. E da quel momento mi scopò con violenza per non so dire quanto tempo. I suoi denti erano chiusi nella mia spalla, come un predatore che tiene ferma la sua preda. Avevo dolore ovunque, ma anche una sensazione di piacere che mi pervadeva tutto il corpo.
Cambiò varie posizioni, compresa quella che ammetto a me piace moltissimo, di fianco con una gamba alzata e lui in ginocchio che mi scopava. L’ultima posizione che provò fu quella di farmi sedere su di lui, sul suo scettro di acciaio guardandolo. In quella posizione mi scopò dando forti colpi da sotto e mordendo e leccando i miei capezzoli. Capii che stava arrivando quando afferrò con la bocca un capezzolo e mordendolo esplose dentro di me. I suoi gemiti erano fortissimi e ammetto che sentivo la sua sborra che mi riempiva lo stomaco.
Poco a poco rallentò e sentii che stava smettendo di eruttarmi dentro.
Sempre con il suo cazzo dentro si girò e mi distese di schiena, con lui in ginocchio che mi dominava. Faceva piccoli movimenti ancora dentro il mio buco e mi guardava con quello sguardo da maschio mentre si lisciava i baffi.
Poi uscì da me e mi prese per un braccio quasi trascinandomi in bagno e mi spinse dentro la vasca. Pensai volesse farmi lavare. Ma invece di usare l’acqua, iniziò a pisciarmi sopra tenendosi il cazzo ancora semiduro e indirizzando la sua piscia ovunque sorridendo.
Quando finì, entrò nella vasca anche lui in piedi sopra di me e aprì l’acqua. Non pensò a me, ma si lavò per bene. Finito chiuse l’acqua, si asciugò e si rivestì. Appena pronto, mi disse che sul tavolo c’era lo scontrino dei teli e mi disse che sarebbe passato l’indomani per i soldi…
Io rimasi nella vasca a riprendermi poi mi pulii e mi vestii per la cena con i colleghi.
L’indomani lo vidi in piscina e mi disse come se nulla fosse che sarebbe passato dopo per i soldi. In effetti quando ero in stanza sentii bussare e anche se avevo paura di essere di nuovo violentato, forse anche con più forza, non seppi resistere e aprii la porta. Lui sorrise e entrò, spogliandosi quasi subito…
Il mio soggiorno in quell’hotel durò ancora quattro giorni, e tutti i giorni, prima di cena lui bussava e approfittava di me.
L’ultimo giorno venne molto tardi, dopo cena. E mi scopò tutta la notte…
Un ricordo, nonostante i dolori, fantastico. Quel maschio turco ancora oggi mi fa visita nei miei sogni …
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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